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Fundrasing tips: il deck perfetto (o quasi)

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Fundraising tips

Che tu stia cercando finanziamenti per una startup o donazioni per un’organizzazione no-profit, il modo in cui presenti la tua idea può fare la differenza tra un sì e un no.

La presentazione che supporta il tuo discorso è fondamentale: racchiude tutte le informazioni che aiutano un investitore o un donatore a comprendere il valore della tua iniziativa.

In questo post analizziamo alcune delle caratteristiche principali per creare un buon investor deck, utilizzando delle linee guida che vanno poi adattate di caso in caso, tenendo conto anche dell’industri di riferimento.

Presentation design: partiamo dalle basi

In questi anni mi è capitato di collaborare con diverse realtà per il design dei loro roadshow, deck for investors o speech e ammetto che è anche una delle attività che mi piace maggiormente fare.

Le slide sono la perfetta sintesi tra storytelling, strategia e dati concreti che aiutano realmente un’azienda o una causa a trovare i fondi per crescere. Eppure molto spesso le slide sono scialbe, senza un’identità visiva e una scarsa attenzione a concetti e simboli.

Prima di addentrarmi nei fundraising tips specifici, voglio fare 5 precisazioni che secondo me racchiudono le best practices che dovremmo avere sempre a mente quando creiamo una presentazione.

  1. Prima preziosa regola: una slide deve racchiudere un solo concetto e tendenzialmente deve durare un minuto di discorso. Questo anche per non perdere l’attenzione del pubblico.
  2. Mai troppe parole e neanche troppe immagini: l’efficacia e l’eleganza si basano sul minimalismo. Non è un libro e ogni slide deve contenere il giusto equilibrio tra frasi e visual.
  3. L’identità visiva delle slide deve rispettare il brand: i suoi colori, le sue forme e i suoi valori. Se il brand è rosso e blu, decidere di scrivere i titoli in verde (a meno che non ci sia un motivo preciso) non è una grande idea.
  4. Suddividere il discorso in blocchi. Sia quando è una rielaborazione o devo partire da zero, la fase iniziale è di raccolta informazioni e relativa suddivisione. Creo delle simil slide, abbozzando una struttura, scrivendo su ognuna il tema di cui parlerò.
  5. Iniziare è il miglior modo per finire. Occorre essere flessibili e quindi un deck non sarà mai perfetto all’inizio. Per essere pronto andrà rifinito diverse volte, cambiando contenuti, ordine e parole, prima di arrivare alla versione definitiva.

Questo è il metodo che ho utilizzato per raccontare startup, discorsi e idee che poi sono diventati progetti veri e propri. Se vuoi dare un’occhiata al mio portfolio (a proposito di slide) o propormi un progetto

Qui puoi anche trovare una sintesi dei servizi. Ma adesso entriamo nel vivo del discorso sull’investor deck come parte dei fundraising tips.

Fundraising tips: una premessa

Prima di iniziare un percorso di fundraising, sia per una startup che per un progetto no-profit, è importante avere le idee chiare sul proprio stato di maturità, sulle esigenze e sulla somma esatta dei capitali necessari. Queste informazioni saranno raccolte nella pitch presentation, il vero e proprio biglietto da visita del tuo progetto.

Ogni modalità di finanziamento ha caratteristiche specifiche e richiede informazioni diverse, che variano a seconda che tu stia cercando supporto tramite equity crowdfunding, un percorso di incubazione o altre forme di sostegno finanziario.

Pitch deck: caratteristiche chiave

Un pitch deck per il fundraising deve combinare chiarezza, storytelling e dati concreti, adattandosi al pubblico di donatori, investitori, fondazioni, enti pubblici o partner strategici.

Anni fa avevo scritto un articolo su Forbes molto verticale sul tema degli investor deck per startup. In questo post di fundraising tips voglio focalizzarmi più sul tema di progetti idealmente per il terzo settore.

L’ordine delle slide può cambiare a seconda della storia che decidiamo di raccontare ma normalmente, nella mia esperienza, funziona molto bene partire direttamente o dal bisogno da soddisfare (e quindi dall’idea di business) o dal team. Dipende da cosa vogliamo valorizzare.

1. Chiarezza dell’obiettivo
  • Indica lo scopo del progetto e il tipo di supporto richiesto (donazioni, sovvenzioni, partnership strategiche, volontariato).
  • Specifica la somma necessaria, la destinazione dei fondi e l’impatto previsto.
2. Storytelling convincente
  • Racconta il problema sociale che il progetto intende risolvere.
  • Introduci beneficiari reali, storie concrete e contesto locale o globale.
  • Mostra empatia e trasparenza, facendo capire perché il progetto è importante.
3. Impatto misurabile
  • Presenta metriche quantitative e qualitative: numero di persone raggiunte, risultati attesi, indicatori di miglioramento sociale.
  • Evidenzia sostenibilità e replicabilità del progetto nel tempo.
  • Mostra eventuali successi precedenti, partnership già attive e case study.
4. Value Proposition e differenziazione
  • Spiega perché il progetto è unico e come si differenzia da iniziative simili.
  • Illustra il modello operativo: come vengono gestite le risorse, i volontari, le partnership.
  • Dimostra capacità di scalare o replicare l’iniziativa in altre comunità o territori.
5. Struttura chiara e visiva
  • Massimo 10-12 slide, per mantenere l’attenzione e rendere il messaggio facilmente digeribile.
  • Uso di grafici semplici, immagini dei beneficiari, mappe e diagrammi che raccontano dati e risultati.
  • Branding coerente: logo, colori e font in linea con la missione sociale.
6. Piano finanziario trasparente
  • Mostra budget dettagliato: costi, fonti di finanziamento già acquisite, gap da colmare.
  • Illustra eventuali ritorni indiretti per i donatori (reputazione, visibilità, co-branding).
  • Indica tempi e modalità di rendicontazione dell’uso dei fondi.
7. Team e governance
  • Presenta il team chiave, le competenze, esperienze precedenti nel settore sociale e la rete di contatti.
  • Evidenzia partner strategici: ONG, enti pubblici, aziende sponsor.
  • Sottolinea la trasparenza e la struttura di governance.
8. Call to Action chiara
  • Termina con una richiesta precisa: donazioni, partnership, supporto operativo.
  • Fornisci contatti diretti, modalità di contribuzione e link per ulteriori approfondimenti.

Nel settore no-profit, il pitch deck è spesso più efficace se accompagnato da storie emotive e visual storytelling che creano empatia, oltre a dati concreti che dimostrano l’impatto. Questo equilibrio tra cuore e numeri aumenta significativamente le possibilità di successo nel fundraising.

Fundraising tips: Qualche dettaglio conclusivo

Normalmente ognuno ha il suo layout di riferimento per le presentazioni, che sia aziendale o personale. Un buon tool grafico è sicuramente Canva che chiunque può facilmente utilizzare per esprimere al meglio le proprie idee, con modelli di tabelle e slide specifiche (es. Go to market, finanza) già pronte.

Qui c’è anche una guida molto interessante che contiene degli spunti ideali da poter applicare facilmente. Ancora, per lasciarsi ispirare da alcuni dei migliori pitch deck mai realizzati (o almeno che hanno realmente convinto gli investitori) consiglio di dare un’occhiata a Pitch Deck Hunt.

Qualche mese fa avevo dedicato una serie di articoli in inglese proprio al design. Puoi partire da qui, con quello dedicato al visual storytelling.

Spero che quest’articolo dedicato ai fundraising tips ti sia stato utile. E se vuoi rimanere in contatto, iscriviti alla newsletter.