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Festival di Sanremo, da evento a brand continuativo

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Sanremo

Il Festival di Sanremo nell’immaginario collettivo vive per una settimana intera in cui l’Italia parla di musica, artisti, polemiche, meme, classifiche. I brand investono, i media producono contenuti continui, le conversazioni esplodono.

Poi, il silenzio.

Molti festival culturali vivono esattamente così:
un picco enorme di attenzione → zero relazione il resto dell’anno.

Dal punto di vista marketing questo è uno spreco gigantesco. Quando costruisci l’audience, raccogli i dati, hai una community e un brand forte non comunicare il resto dell’anno è un grande rischio.

E da diversi anni il festival della canzone italiana questo l’ha capito bene. Infatti non è più solo un evento televisivo di febbraio. È un brand culturale permanente, attivo 12 mesi l’anno.

In quest’articolo analizziamo il Festival di Sanremo per ricavare delle linee guida su come creare brand attivi e non eventi che hanno una fiammata di pochi giorni all’anno.

Si tratta di un vero e proprio cambio di mindset. Infatti se lavori con festival, fondazioni, rassegne, musei o startup culturali, la domanda giusta non è più “Come faccio a riempire l’evento?” ma

“Come trasformo l’evento in un ecosistema vivo tutto l’anno?”

Vediamo cosa possiamo imparare.


La storia di Sanremo: da gara canora a istituzione culturale

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Nato nel 1951 come semplice concorso musicale, il Festival si è evoluto attraversando diventando prima un evento locale nazionale, poi un rituale collettivo e infine una vera e propria piattaforma crossmediale.

Lo spettacolo, infatti, oggi vive su tv, social, giornali, fantasanremo (e ne parliamo dopo), eventi collaterali, prima e durante l’evento.

Questa evoluzione è la prima lezione: un evento cresce quando diventa formato, non solo calendario. Se il tuo festival esiste solo “in quei giorni”, non è ancora un brand.

Il valore del festival non è solo artistico. È soprattutto:

  • attenzione mediatica concentrata
  • community intergenerazionale
  • opportunità per sponsor
  • contenuti infiniti
  • lancio carriere
  • conversazioni quotidiane

In termini marketing, Sanremo genera sia awareness massiva che engagement altissimo. Come sappiamo questo permette di ragionare in termini di monetizzazione multipla: non vende solo biglietti ma spazi, narrazioni, partnership, diritti, format.

👉 Lezione fondamentale: un evento è un media. Trattalo come tale.


La formula del successo: cosa possiamo replicare davvero

Non puoi replicare la portata di Sanremo ovviamente 😛 ma puoi replicare la logica strategica. Ecco cosa ho imparato lavorando a grandi eventi.

1. Serialità

Sanremo non è “un concerto” ma una serie in 5 puntate. Cliffhanger, ospiti, polemiche, classifica. 👉 La serialità crea abitudine.

Replica:
pensa al tuo evento come una stagione:

  • episodi
  • rubriche
  • contenuti giornalieri
  • appuntamenti fissi

2. Storytelling continuo

Non comunicare solo le performance ma ragiona su contenuti che possono interessare a 360 gradi. Prove, backstage, interviste, gossip e dietro le quinte 👉 Più storie = più touchpoint.

Replica:
documenta tutto. Trasforma il processo in contenuto.


3. Multipiattaforma

Un buon festival non vive solo nell’esibizione live o nell’evento ma su molteplici canali che possono essere newsletter, podcast, instagram, PR e partnership. 👉 Il pubblico non si sposta, sei tu che devi raggiungerlo.

Replica:
pensa al tuo pubblico e raggiungilo, intrattienilo.


Il ruolo del Fantasanremo: la gamification che vince

Un elemento interessantissimo degli ultimi anni è il Fantasanremo, un gioco parallelo che: assegna punti agli artisti (chiamati Baudi con un effetto nostalgia), crea squadre, genera meme e stimola condivisioni.

Che strumento di engagement potentissimo si sono inventati per renderlo ancora più vissuto? Con le squadre e i punti, il pubblico non è solo spettatore, ma partecipante attivo, chiamato a seguire ogni dettaglio, commentare di più e rimanere coinvolto più a lungo.

La curiosità di sapere come si comporteranno gli artisti nel gioco, attira. E questo fa presa anche sui meno interessati. Le persone non vogliono solo guardare, vogliono giocare.

Replica per eventi culturali:

  • challenge
  • votazioni
  • premi
  • classifiche
  • community game
  • membership

Un framework pratico

Fase 1 — Durante l’evento

  • produzione massiva contenuti
  • raccolta email
  • survey pubblico
  • interviste
  • partnership sponsor

Obiettivo: acquisire audience proprietaria.


Fase 2 — Subito dopo (0–3 mesi)

  • recap
  • backstage
  • mini documentari
  • playlist
  • contenuti “what’s next”

Obiettivo: non far spegnere l’attenzione.


Fase 3 — Mid season

  • workshop
  • incontri community
  • podcast
  • contenuti educational
  • open call artisti

Obiettivo: mantenere relazione.


Fase 4 — Pre-lancio nuova edizione

  • teaser
  • storytelling artisti
  • early ticket
  • ambassador
  • countdown

Obiettivo: riaccendere hype.


Cosa ci insegna davvero il Festival di Sanremo

Ovviamente Sanremo è un caso a parte 🙂 Non è grande perché dura tanto ma perché non smette mai di esistere. Si tratta della nostra memoria collettiva, di community, di interesse nazional popolare e di media.

Alla fine è esattamente quello che ogni grande evento dovrebbe fare: non costruire una serata memorabile ma una relazione lunga un anno.

Foto: copyright di Repubblica